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Mente conscia e inconscia: qual è la migliore?


ideaGrazie al fatto che il nostro cervello ha felicemente combinato la nuova forma di controllo resa possibile dalla coscienza con quella che consisteva nella regolazione automatica inconscia, tali processi cerebrali più antichi, non coscienti, sono all’altezza dei compiti che devono eseguire per conto delle attività decisionali coscienti. Alcune evidenze utili possono essere ricavate da

uno studio interessante condotto dallo psicologo olandese Ap Dijksterhuis.
Per apprezzare l’importanza dei suoi risultati, dobbiamo descriverne il contesto. Dijkstephuis ha chiesto ai partecipanti al suo esperimento, che erano soggetti normali, di effettuare decisioni di acquisto in due condizioni diverse. In un caso dovevano applicare perlopiù la deliberazione cosciente; nell’altro, a seguito di una distrazione manipolata, erano invece messi in condizione di non poterlo fare.

Vi erano due tipi di oggetti da acquistare. Uno consisteva di oggetti casalinghi banali, come tostapane o asciugamani; l’altro di beni importanti, come case o automobili.
Nell’uno e nell’altro caso, il soggetto riceveva un’ampia informazione sui pro e i contro di ciascun oggetto, una sorta di rapporto del consumatore completo di cartellino del prezzo. Questa informazione sarebbe risultata utile quando i partecipanti sarebbero stati esortati a scegliere l’oggetto ‘migliore’ da acquistare.
Al momento di decidere, però, Dijksterhuis consentiva ad alcuni soggetti di riflettere per tre minuti sulle informazioni prima di compiere la scelta, mentre agli altri negava quel privilegio, provvedendo a distrarli durante quello stesso intervallo di tempo. Per entrambi i tipi di oggetti, banali e non, i soggetti furono esaminati in entrambe le situazioni, con tre minuti di studio attento o di distrazione.

Che cosa possiamo prevedere sulla qualità delle decisioni? Sarebbe perfettamente ragionevole pensare che, nel caso degli oggetti casalinghi banali, considerata la scarsa rilevanza e la ridotta complessità del problema, i soggetti avranno compiuto una buona scelta in entrambe le modalità, cosciente e non cosciente. Scegliere fra due tostapane, per quanto uno possa essere pignolo, certo non richiede una laurea in ingegneria. Per quanto riguarda l’acquisto degli oggetti più importanti, per esempio una berlina a quattro porte, ci aspetteremmo che i soggetti ai quali era consentito di studiare l’informazione avessero compiuto le scelte più felici.

I risultati furono sorprendentemente diversi da queste previsioni. Le decisioni prese senza una precedente riflessione cosciente si rivelarono migliori per entrambi i tipi di acquisto, ma soprattutto nel caso di oggetti importanti.
La conclusione superficiale è la seguente: se stai comprando un’automobile o una casa, informati, ma poi non tormentarti e non preoccuparti troppo facendo confronti minuti e considerando tutti i possibili vantaggi e svantaggi. Compra e basta. Con buona pace della scelta cosciente e dei suoi fasti.

tratto da A.Damasio. Il sé viene dalla mente. Adelphi

Categorie:chirologia
  1. 19 febbraio 2016 alle 20:47

    L’ha ribloggato su Shiatsunaet's Blog.

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