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La lettura della mano in Chirologia


Se l’analisi della mano nella sua globalità tratteggia la tonalità di fondo della personalità e dell’esistenza del soggetto, le linee ne costituiscono per così dire un complemento, quel dettaglio, quel tocco finale da cui nasce la previsione di situazioni, malattie, eventi. Ogni linea rappresenta un settore particolare della nostra vita e del nostro corpo: esistenza in generale, fortuna, professione, amore, matrimonio, figli, salute; e per quanto concerne i vari settori del corpo, testa, cuore, apparato digerente. Naturalmente seguirne il corso non è sufficiente: in chirologia sono più le eccezioni che la normalità. Si può giungere ad affermare, con tranquillità, che ogni individuo, ogni mano, ogni linea rappresenta in un certo senso un caso a sé, con un proprio tracciato, una propria individualità che si discosta nettamente dalla teoria. Solo prendendola singolarmente, studiandone attentamente il colore, il corso, la struttura, i segni modificatori, i tagli, gli incroci, si giunge quindi a percepirne l’individualità, che rende ogni vita, ogni temperamento diverso da tutti gli altri.

La linea della Vita, ossia quella linea semicircolare che, iniziando sotto il monte di Giove, si conclude, dopo aver racchiuso il monte di Venere con un grande arco, vicino al polso; è tradizionalmente posta in relazione con la durata della vita, il suo corso, le malattie, la robustezza fisica e la vitalità del soggetto.
Linea di Marte o sorella della linea della vita: quando, accanto alla linea della vita ne compare un’altra parallela ad essa, la personalità si rivela forte, perseverante, coraggiosa e resistente. La sorella della vitale ne ripara le eventuali mancanze, ma se entrambe le linee sono brutte o anomale, i mali saranno doppi.
Linea della testa: nasce nello stesso punto di origine della linea della vita e, traversando orizzontalmente il palmo, termina sul monte di Marte o sul monte della Luna; informa sull’intelletto del soggetto, la memoria, l’apprendimento, la professione, le malattie e i disturbi legati alla testa.
Linea del cuore: l’origine di questa linea è molto controversa. Alcuni autori, infatti, la fanno iniziare sotto il monte di Mercurio e terminare sotto quello di Giove, altri affermano esattamente il contrario. La linea del cuore fornisce informazioni sull’affettività del soggetto, la sua vita sentimentale, le affezioni cardiache.
La linea del destino sale dal polso verso il dito medio e rappresenta la capacità di bilanciare le qualità logiche ed intuitive; se esiste è un buon auspicio di equilibrio personale e di ‘successo’ facilitato.
La linea dell’intuizione sale dal polso verso il dito mignolo e rappresenta la nostra capacità di intuire più che capire le situazioni che ci si presentano nella vita.
Segni presenti sul palmo, sui monti e sulle linee.
I segni presenti sulla mano ne modificano le qualità incidendo sulla capacità di trasmettere o meno un aspetto del carattere.
L’isola o fagiolo su una linea indica un abbassamento dell’energia vitale, un periodo di malessere o di stagnazione della vita.
Il quadrato, al contrario, ripara gli eventuali difetti dando un rinforzo ed ha, di solito su una linea debole o dopo un’interruzione, segno positivo.
La treccia ha una valore di difficoltà più esteso nel tempo della semplice isola perché ne aumenta la portata e rappresenta un periodo do debolezza fisica e un periodo di confusione mentale.
La barra o le barre indicano un impedimento, la difficoltà di portare a compimento un progetto o anche la difficoltà a sviluppare una capacità presente ma non attiva.
Il reticolo rappresenta energeticamente una palude da cui si fa fatica ad uscire; presente su monti e linee rappresenta la difficoltà di esercitare una qualità che si trascina nel tempo ed è più intensa della barra.
La stella può essere un evento positivo o negativo perché rappresenta una grande concentrazione di energia che ‘esplode’ in un dato punto della vita, quindi colpo di fortuna o colpo apoplettico, dipende da dove si trova.
La croce ha segno di difficoltà e di impedimento sopratutto a fine linea dove rappresenta un evento sfortunato e quindi un possibile fallimento dei propri progetti..

Le dita
Il pollice è sinonimo di volontà. Più è robusto in relazione alla mano e alle altre dita, più esprime un carattere forte. Viceversa se è debole.
Se nel distanziare il pollice dalle altre dita si forma agevolmente un angolo di 90° la persona è flessibile e aperta alle proposte altrui. Se si apre oltre 90°, indica un carattere debole, facilmente influenzabile, mentre se inferiore di 90° indica rigidità mentale e difficoltà a capire i bisogni altrui.
L’indice è il dito dell’ego, del bisogno di espressione personale. Se è lungo come il medio indica una grande necessità di espressione personale, sino all’egoismo.
Il medio, il dito dell’equilibrio, rappresenta la nostra capacità di bilanciare conscio e inconscio. E’ di solito più lungo delle altre dita e dritto.
L’anulare, il dito dell’arte, della fortuna e della capacità di acquisire le cose del mondo senza sforzo. Di solito è lungo quanto l’indice, se più lungo prevale la predisposizione a farsi portare dagli eventi anziché guidarli.
Il mignolo, il dito della scienza, dell’intuito e del curatore, nonché del mercante. Dovrebbe essere lungo quanto il pollice. Se prevale il mignolo, l’intuito è più forte3 della volontà e viceversa. Se sono uguali il carattere è pacifico.
La mano “prevalente”
E’ sempre necessario osservare entrambe le mani e confrontare le linee presenti nella mano sinistra con quelle nella mano destra per definire quali siano le giuste corrispondenze tra linee e avvenimenti.
Questo vi servirà comunque a poco, se non avrete posto attenzione a quale mano è prevalente.
In generale per la scrittura questa è la mano destra, mentre i mancini tenderebbero ad utilizzare la mano sinistra se, come spesso avviene, non fossero stati indirizzati all’uso della destra.
Ciò che in realtà interessa è conoscere quale mano è prevalente anche per la gestualità ed ogni altra azione abituale.
È perciò opportuno incrociare le mani, intrecciando le dita: il pollice della mano prevalente rimane al di sopra dell’altro. Questo può essere un ulteriore dato da confrontare con il precedente per decidere quale è la mano prevalente. In caso di contrasto va tenuto conto quanto segue:
nella mano non prevalente le linee (e le loro terminazioni) rimangono pressoché immutate negli anni e mostrano le caratteristiche innate, mentre nella mano prevalente si discostano dal modello ancora presente nell’altra mano, esprimendo in tal modo le caratteristiche acquisite.

Forma delle mani
La mano quadrata indica spirito pratico, senso di responsabilità.
La mano a spatola, stretta alla base del palmo e larga alle dita, indica eccessivo nervosismo.
La mano conica o a spatola rovesciata, larga alla base del palmo e stretta alle dita, indica energia rivolta alle realtà materiali.
La mano rettangolare, dal palmo più lungo che largo, indica temperamento più rivolto all’investigazione intellettuale.

La mano stretta, cioè svasata inoltre rappresenta un carattere introverso mentre la mano larga, cioè tondeggiante, rappresenta un carattere estroverso.

Gianpiero B.
gbshiatsu@gmail.com

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